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mercoledì 22 ottobre 2008

L'ennesima intollerabile provocazione fascista


Cosa direste voi se qualcuno, subdolamente, venisse ad imbrattare il muro di casa vostra?
Vi arrabbiereste, no?
Ecco.
Io sono molto arrabbiata, perchè qualcuno sta tentando di imbrattare un muro a cui tengo molto: il muro della Memoria (qui l'articolo).
Se proprio vogliono commemorare i morti della RSI, che vadano a Salò.
Ma non si avvicinino al San Martino!
Alle provocazioni rispondo: Ora e sempre resistenza!

Aggiornamento del 23/10/08: qui la buona notizia.

giovedì 16 ottobre 2008

Quando si dice: "metter la testa sotto la sabbia, come gli struzzi"

Leggo qui la lettera del Sindaco di Varese, a proposito della vicenda di Anna, la giovane marocchina pestata da un gruppo di coetanee al grido di "marocchina di m..." nell'indifferenza generale dei passanti, e provo profonda delusione e sconcerto.
Non solo infatti la presa di posizione arriva dopo parecchi giorni di assordante silenzio da parte sua ma fa l'offeso e riduce il fatto ad un mero litigio per "ragioni di cuore" tra due ragazzine.
E pur accusando di strumentalizzazione chi s'è indignato per l'accaduto, prosegue contraddicendosi e strumentalizzando lui stesso la vicenda, dicendo che le posizioni di chi vede nel fatto fenomeni preoccupanti (peraltro in linea con quanto di grave sta accadendo in Italia in merito ai fenomeni di razzismo, bullismo e disorientamento dei giovani) sono solo per "gelosia", per il successo della Lega, forza politica che ha avuto sempre a cuore la democrazia e la libertà,"cosa che Veltroni non può dire con altrettanta sicurezza del suo passato comunista".
Potrei far presente al Sindaco che la parola "comunista" è un po' demodè e non fa più paura a nessuno qui in Italia e che comunque io (come tanti in passato iscritti al PCI) non ho mai sostenuto o condiviso le idee antidemocratiche di Stalin o Mao. O fargli presente che tra i padri della nostra Carta Costituzionale, dalla Lega tanto disprezzata, ci sono anche i comunisti, i comunisti italiani, quelli che hanno contribuito a liberare l'Italia e a farne una democrazia.
Potrei anche ricordare al Sindaco i "democratici e distensivi" manifesti del suo parito politico ( qui qui qui alcuni esempi) o le dichiarazioni "coerenti democratiche e distensive" di alcuni esponenti del suo partito (qui qui e qui alcuni esempi) o ancora dei provvedimenti proposti e votati dai loro rappresentanti in Parlamento diretti a tutelare la democrazia ( qui la conta al 15/10/08 di Gianni Barbacetto; qui qualcosa sulla legge elettorale).
Ma vorrebbe dire scendere sul suo stesso piano e fare il suo gioco: distogliere l'attenzione sul vero problema.
In Italia e a Varese OGGI il razzismo esiste ed è un fenomeno preoccupante.
Basta guardarsi intorno e ascoltare ciò che la Lega (e da ultimo i rigurgiti neofascisti di alcuni gruppi), con i suoi messaggi, ha generato nel sentire della gente comune: il dilagare dell'ossessione per l'extracomunitario, dell'insicurezza come sentimento soggettivo e non oggetivo.
O basta provare a vedere che accade nell'incontrollato virtuale, connettendosi anche solo a Facebook e digitare nel motore interno di ricerca "rom", "zingari" "immigrati". Se ne vedranno delle belle. Ad esempio il gruppo "crociati anti islam", "+rum - rom", "secessione ora e subito", " in memoria di Joerg Heider", per citarne alcuni a cui hanno aderito consiglieri comunali del suo partito.
Quest'aria che si respira non è roba da sottovalutare. E mi aspetterei dal sindaco di una città, un intervento un po' più attento e responsabile sull'evoluzione della società italiana e varesina, visto che lui rappresenta tutti i cittadini e non solo i leghisti.

venerdì 26 settembre 2008

Ieri a Varese gli stranieri c'erano. Ma erano quelli di sempre....


Chissà se lunedì qualcuno li ringrazierà per la loro partecipazione... o torneranno ad essere considerati un problema.

giovedì 25 settembre 2008

Pisciatine Mondiali

E' così che mi viene da definirle, anche se mi tocca essere volgare.
Ma come chiamare altrimenti i manifesti "Welcome to Varese the capital of Padania", gli adiesivi con Alberto da Giussano su tutta la segnaletica del percorso ciclistico, la scritta ripassata "secessione" alla rotonda di Induno sulla Valganna, il gazebo leghista nel parcheggio pubblico di Villa Recalcati sede della Provincia, le sagome dei ciclisti con le facce dei big della Lega sulla rotonda di Capolago, i cartelli turistici in dialetto, le bandiere con la rosa camuna dei tifosi e il non alzarsi in piedi durante l'Inno Italiano alla cerimonia di apertura dei Mondiali?
Piero Angela in un suo documentario, se si trattasse di descrivere i comportamenti di un branco di animali, li definirebbe modi per segnare il territorio... pisciatine, appunto. Pisciatine Mondiali.

mercoledì 24 settembre 2008

Uelcom tu Varese te capital of Padania

Questi manifesti che tappezzano la città, messa da parte l'irritazione iniziale, mi fanno anche un po' ridere.
E non è solo per l'inglese, a cercare di essere maldestramente internazionali.
Se li mettiamo a confronto con il deserto che regna a Varese in questi primi giorni di Mondiale, infatti, vien fuori l'esito drammatico dei messaggi che la Lega ci propina da anni.
Sì, perchè a furia di fomentare l'intolleranza, l'individualismo e la paura, metà di chi abita a Varese è scappato fori città nel timore di una presunta invasione di persone che allo stato non c'è ancora. Quelli che sono rimasti, invece, non fanno altro che lagnarsi dei disagi per strade chiuse, corse degli autobus saltate e l'incertezza che regna su tutto.
Non mi sorprenderebbe poi se qualcuno mi dicesse che ha anche fatto scorta di medicine, acqua, zucchero e scatolette di tonno come se fossimo in guerra, visto il clima da panico.
Così, a furia di pensare arrogantemente che "son padroni a casa loro", quano c'è il rischio di venire "invasi" loro malgrado da una folla festosa per una manifestazione internazionale, scappano o si barricano in casa facendo rischiare il fallimento della maifestazione ai loro amministratori comunali.
Complimenti: "welcome to Varese, the capital of Padania".
Io intanto mi godo il silenzio e la città deserta.

venerdì 12 settembre 2008

Grazie a Giancarlo Valmori, assessore leghista del comune di Albizzate, la nostra provincia torna ad essere sotto la luce dei riflettori.
C'è poco da ringraziarlo, però. Le sue dichiarazioni ieri mattina su Rai2 (qui l'articolo) sono agghiaccianti.
Leggo infatti che il nostro, discutendo in diretta sulle recenti aggressioni alle coppie gay e sull'omosessualità, ha dichiarato che «la tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati...anche nelle foibe».
A fronte della reazione di Cecchi Paone, ospite in studio di "Insieme sul due", l'assessore ha risposto: «apprezzo l'opera di Paone quando fa il presentatore non quando fa il "finocchio" o il pederasta».
Uno schifo.
Uno schifo perchè un assessore ha la responsabilità non solo di amministrare una comunità ma anche di rappresentarla e di essere da esempio.
E a fronte di dichiarazioni del genere rese come acqua fresca alle telecamere, una comunità che si dice civile e indipendentemente dal credo politico, non può rimanere indifferente.
Purtroppo lo spaccato che esce dai commenti alla notizia su Varesenews, non è dei più confortanti (qui i commenti).
C'è sì l'indignazione, ma c'è anche chi minimizza e chi condivide il valmoripensiero sentendosi legittimato a rincarare la dose.
Anche questo piccolo episodio di provincia mi fa pensare al baratro culturale in cui siamo caduti tutti, complice l'incapacità di scegliere chi ci deve rappresentare responsabilimente e la pochezza di chi si offre a rappresentarci.
E questo baratro è un pericolosissimo buco nero perchè oggi sono gli omosessuali o gli extracomunitari
o le prostitute in strada (e solo in strada, riducendo il problema ad una sola questione di decoro urbano) a diventare i capri espiatori, ma domani potrebbe anche essere chiunque di noi se a qualcuno salta in mente che si ha qualche diversità anche solo di pensiero o di comportamento, rispetto al resto del branco.

giovedì 11 settembre 2008

Evvai!!!


(foto di Stefania Radman - Varesenews)
Qui l'articolo.
Ora però dobbiamo mettercela tutta perchè il Bike Sharing possa veramente funzioniare e non si riveli invece un fallimento, una volta passata l'onda d'entusiasmo per i Mondiali di ciclismo.
4 rastrelliere e 32 biciclette, installate grazie all'intervento Whirlpool Europe, sono infatti un buon inizio ma non bastano a creare un sistema di trasporto pubblico alternativo ai mezzi a motore.
Dobbiamo vedere sino a che punto quest'Amministrazione crede nel progetto e fino a che punto è pronta ad intervenire, potenziando il numero di rastrelliere (come se fossero fermate d'autobus) e il numero di biciclette, ampliando le piste ciclabili e le zone a traffico limitato, investendo nella promozione del Bike Sharing presso le scuole e con i cittadini.
E magari dando il buon esempio, iniziando per primi a pedalare per le strade della città, non solo in occasione dei Mondiali.

venerdì 25 luglio 2008

Una buona notizia

Qui la buona notizia.
Qui, invece, la parte che mi riguarda.
Ora spero che il progetto sia supportato da iniziative dell'amministrazione comunale, capaci di svilupparlo, potenziarlo e renderlo veramente usufruibile per i cittadini, non solo sotto il periodo dei Mondiali di Ciclismo.
Penso al potenziamento delle piste ciclabili, all'allargamento delle zone pedonali e a traffico limitato, ad una sensibilizzazzione dei cittadini all'uso della bici come se fosse un autobus ma con maggiore libertà di orari, movimento e tempi di percorrenza.
Insomma: il primo passo è fatto ma occorre non non fermarsi qui.

mercoledì 18 giugno 2008

domenica 8 giugno 2008

Gimme Bike

Fa piacere sapere che il Comune si sta dando da fare sull'idea del Bike Sharing, voluta e sostenuta da noi del PD di Varese.
Qui l'origine.
Qui gli aggiornamenti.
Qui il questionario da compilare.
Richiede solo pochi minuti e può contribuire a cambiare la nostra città. Partecipate numerosi!

mercoledì 23 aprile 2008

Buone notizie

Lunedì notte è stato approvato dal Consiglio Comunale di Varese il bilancio di previsione 2008.
Non è questa la "buona notizia" annunciata nel titolo, visto che è un bilancio che non aiuta la città a spiccare il volo.
La buona notizia è che però sono passati, tra gli altri, due emendamenti presentati dal mio caro fratellino Emiliano, per i servizi igienici pubblici per i disabili e per lo studio di fattibilità del Bike Sharing a Varese.
Insomma: un buon lavoro in tandem!

lunedì 21 aprile 2008

Un Caravaggio a Varese... che delusione!

Avendo una vera e propria passione per il Caravaggio, ieri pomeriggio mi sono fiondata a Villa Mirabello per vedere "Il Sacrifico di Isacco", pur sapendo che si tratta di una copia attribuita di recente al grande pittore (fino a poco tempo fa era ritenuta da tutti di Tommaso Salini, e acquistata come tale da un collezionista privato di Modena), della più famosa opera presente nella Collezione Barbara Piasecka Johnson. Quadro questo in cui ho avuto modo di perdermi per la struggente bellezza e forza, qualche anno fa, in una mostra a Siviglia e che lo metteva a confronto con la pittura spagnola dell'epoca.
Vista così, senza entrare nel merito, la mostra può far pensare ad una svolta storica per la nostra città, molto pigra in fatto di cultura. Ma ad andarci non si può che rimanere delusi.
Già il titolo della mostra mi porta a percepire una fastidiosa forzatura ideologica, visto che lega il Caravaggio alle "Luci di Lombardia" malgrado l'artista se ne fosse andato a soli 17 anni da questa terra per trasferirsi a Venezia e studiare i grandi pittori veneti, stabilendosi poi a Roma e dipingendo sotto l'influsso e nell'inquietudine degli ambienti capitolini dell'epoca. E che l'opera del Caravaggio abbia radicalmente influenzato il corso dell'arte non è fatto solo lombardo ma che ha coinvolto tutta l'Europa.
L'allestimento è poi imbarazzante. Delle due salette di Villa Mirabello una è giustamente impegnata dal solo Sacrificio, l'altra invece ha (se non ricordo male) cinque pannelli, su cui, oltre ad alcune spiegazioni legate all'autenticità dell'opera, vengono mostrate semplici fotografie di tre quadri e due statue dei Sacri Monti di Varallo (in Piemonte) e Varese di artisti minori (tra cui uno Svizzero) a confronto. Confronto peraltro banale, vista l'indiscussa originalità dell'uso della luce e della costruzione scenica nelle opere del Caravaggio come punto di svolta nella storia dell'arte.
Insomma una vera delusione per quei quindici minuti (a dir tanto) di visita, senza nulla togliere alla grandezza di Caravaggio.
E altrettanta delusione si prova nell'uscire a passeggiare nel Parco, passando dai giardini di Villa Mirabello a quelli Estensi.
La mostra che dovrebbe avere, secondo i lanci pubblicitari, valenza storica per la città, non è riuscita a smuovere gli addetti al verde pubblico a curare il taglio e la pulizia dei prati, nè tantomeno gli operai addetti al funzionamento della grande fontana, lasciata silenziosa e priva di acqua, proprio in concomitanza con l'inaugurazione dell'evento.
Peccato. Un vero peccato che Varese, non solo in fatto di cultura, non riesca poroprio a spiccare il volo.
PS: a vedere il programma delle mostre di pittura anche solo a Como, in questo periodo, mette addosso vera invidia.

venerdì 11 aprile 2008

A Napoli la chiamano 'monnezza, da noi rudera



Parlavo di Via Dandolo ieri e mi riferivo a questo. Ho scattato le foto andando in Tribunale questa mattina alle 9.30.

No, non è questa la Varese che vogliamo

giovedì 10 aprile 2008

A Napoli si chiama 'monnezza, da noi rudera

(Alle porte di Varese, confine con Cantello)

(Via Marcobi, Varese - ore 11.30 del 9/10/08)

E consiglierei un giretto anche in Via Dandolo, angolo Via Speroni. Sì, proprio in prossimità dell'ex Cinema Rivoli, la palazzina che dopo anni e anni di lavori di ristrutturazione, diventerà sede di un centro polivalente del Comune, destinato alla cultura.
Ecco, lì dove il Comune pensa di fare cultura, si sta creando una vera e propria discarica. Ieri sera alle 19.00 c'erano fuori dai grandi contenitori in ferro arrugginito dell'Aspem, stendini abbandonati, un ferro da stiro rotto, cartoni e tanti sacchetti zeppi di immondizia. A due passi dal Tribunale di Varese. A due passi dal Centro.
Non solo, provate a fare una passegiata in città, dopo le 17.00: le strade del centro storico ci fanno senitre molto vicini al capoluogo partenopeo. Checchè ne dicano gli amministratori di Lega & C.

Non è questa la Varese che vogliamo.

venerdì 21 marzo 2008

Barriere architettoniche e handicap, la risposta dell'Assessore

Parlavo qui, mercoledì 19, della mozione sui servizi igienici pubblici per disabili e sulla sollecitazione, tramite la Circoscrizione, all'Amministrazione Comunale di effettuare interventi su alcuni marciapiedi in prossimità degli attraversamenti pedonali nelle zone di grande frequentazione (interventi richiesti a luglio).
Bene, a fronte di un articolo molto pacato con un intervista a me e al Presidente della Circoscrizione1, di Forza Italia, assolutamente concordanti, su La Provincia troviamo anche un'intervista all'Assessore competente.
La copio qui, perchè resti (visto che in rete non è reperibile).
"Quello dei bagni pubblici in città è un problema vecchissimo e la necessità di averli viene segnalata da tempo", spiega l'assessore Gladiseo Zagatto. Il problema è la difficoltà a posizionarli: "Appena troviamo una collocazione c'è qualcuno che si oppone perchè non li vuole vicino".
L'investimento è già a bilancio però.
Dovevamo mettere un migliaio di bagni pubblici per i mondiali di ciclismo e vedremo di installarne una parte in modo definitivo, così non dovremo prendere il caffè o la coca per andare in bagno.
Avete già trovato il posto dove metterli?
Avevamo pensato a Via Bagaini (ndr: una via senza rientranze e con piccoli marciapiedi), ma ci sono state una serie di lamentele. Anche quello sotto alla torre civica non mi piace perchè è un punto di passaggio, anche se si tiene pulito l'odore c'è e non sta bene. Ho proposto di portarlo in piazza Ragazzi del '99, magari dietro ad un angolo meno impattante. Ma anche lì, i proprietari del palazzo si sono opposti. Sono convinto che i bagni vadano installati, manderò un paio di persone in giro per la città per individuare i punti che potrebbero andare. Ma è ovvio che non ha senso dove la città non è frequentata perchè nessuno farebbe due chilometri per andare in bagno.
E su proposte ad hoc per i disabili?
Ho grandissima attenzione per loro e ci confrontiamo continuamente per i lavori in città, ma non si deve usare un problema come l'handicap per motivare alcune richieste, mi sembra sgradevole. E' inutile continuare a chiedersi per ogni dettaglio come possono fare: sono persone normalissime solo che hanno un handicap, bisogna cercare di aiutarli il più possibile ma non si può chiamarli in causa ogni volta che c'è una cosa minima da sistemare. I portatori di handicap non vogliono essere presi in consderazione in questo modo, al contrario prima di tutto vogliono essere considerati normali (ndr: le barriere architettoniche segnalate sono in punti di grande frequentazione, inprossimità di passaggi pedonali e stiamo lavorando, anche per il problema dei bagni, proprio con un'associazione di disabili).
Ci sono progetti in corso per loro?
Sto lavorndo con un non vedente che è anche un amico, per relizzare il percorso protetto dalle stazioni al centro con semafori e marciapiedi appositi. Esiste un problema dei bagni, ma esiste per tutti: scappa a noi come al portatore di handicap, e può farcela sicuramente come noi. Il problema va affrontato in modo serio: è vero che andare in bagno è più difficoltoso per un handicappato, ma è anche vero che difficilmente chi ha un forte handicap va in giro da solo.
(Intervista di f. man. - La Provincia del 21/03/08 pag.14)
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